Forum eccedenze alimentari - Recanati 24 settembre 2016

  • 17 Nov 2016
  • Posted by ses
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Dalla relazione introduttiva del Governatore, Paolo Raschiatore: "Lottare contro la fame e la malnutrizione significa non tanto dar da mangiare a chi ha fame (aiuto alimentare), ma individuare ed eliminare le cause che la generano: bassa produttività agricola, povertà, disuguaglianze di genere, guerre e conflitti, corruzione e malgoverno, regole commerciali inique, cambiamento climatico, disastri naturali, uso dei cereali per l’allevamento animale e per produrre biocarburanti, deforestazione, desertificazione, spreco alimentare.
Nonostante il mondo produca già abbastanza cibo per tutti e ci siano le conoscenze e le competenze per intervenire in modo risolutivo, la fame nel mondo continua a essere un problema attuale e probabilmente anche futuro.
E non è sempre necessario andare nei paesi del cosiddetto «terzo mondo» per trovare situazioni di difficoltà, per trovare persone che hanno problemi ad alimentarsi in modo sufficiente, anche nelle nostre città siamo purtroppo abituati a vedere sempre più persone che devono cercare aiuto per procurarsi il cibo
Lo spreco alimentare quindi è un fenomeno che pone interrogativi sugli squilibri di consumo nel mondo e sulla disparità sociale tra chi spreca e chi non ha da mangiare.
Lo spreco è una incongruenza del sistema produttivo che spesso viene ignorata, o affrontata solo dal punto di vista etico, come se fosse un peccato da espiare con un atto di penitenza.
Molte delle azioni che portano a questa impressionante dissipazione di ricchezza, prese separatamente, sembrano avere una logica economica: la distruzione delle eccedenze serve a difendere i prezzi, le derrate alimentari perse durante il trasporto valgono molto meno di quanto ne costerebbe il recupero, i prodotti buttati nei punti vendita perché non più sufficientemente freschi servono a garantire il consumatore e la sua salute.
Ma tutti assieme questi atti apparentemente convenienti dà per somma una follia, abbondantemente ignorata perché non viene conteggiato il danno collettivo, nessuno paga per la distruzione di beni comuni indispensabili come l’aria, l’acqua, gli ecosistemi, tutto ciò che è stato necessario per produrre, trasformare e distribuire il cibo: non è dando ai poveri gli avanzi dei ricchi che si può pensare di risolvere squilibri di questo tipo, lo spreco alimentare è la negazione della logica dell’efficienza senza la quale l’impatto dell’esistenza umana è diventato insostenibile.
Gli insegnamenti di economia ci dicono che il sistema macroeconomico è un organismo basato sull’autoregolamentazione degli scambi, sulla concorrenza, sull’efficienza del mercato della domanda e dell’offerta.
La realtà potrebbe essere diversa? il sistema economico tira a campare sulla base di un principio tanto banale quanto probabilmente errato: più consumi uguale più benessere.
Molto si deve fare, ma iniziamo dalle cose che possiamo fare. Realizziamo progetti, ma soprattutto diffondiamo la cultura della riduzione dei consumi e del recupero delle eccedenze, anche se è però bene sottolineare come l’obiettivo primario non deve essere quello di mantenere il livello di spreco per riuscire a garantire i vantaggi legati al recupero, bensì quello di ridurre lo spreco".