Il problema della criminalità organizzata e dei suoi riflessi sulla città

  • 20 Dec 2018
  • Posted by stefano.baglioni
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Il Capitano Alfonso Falcucci, comandante della Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Fano In occasione di una serata organizzata dal Rotary Club di Fano,  presso il Circolo Cittadino, Ha recentemente tenuto un’interessante relazione su invito del Presidente Enrico Ambrosini, davanti a un nutrito pubblico, sul problema della criminalità organizzata e dei suoi riflessi su città e ambienti tradizionalmente esenti dal fenomeno, come le nostre città della provincia marchigiana. 
Grazie alla sua pluriennale esperienza a Palermo e in Calabria nella lotta contro la mafia e la ’ndrangheta,
Ha potuto fare un quadro molto preciso della situazione italiana: 
Ci sono regioni dell’Italia Meridionale dove da sempre esistono condizionamenti mafiosi di tutti gli aspetti la vita sociale politica ed economica, la violenza e l’intimidazione sono palesi, i cittadini ne sono perfettamente consapevoli e le forze dell’ordine sono sempre mobilitate.
Qui da vent’anni a questa parte lo Stato ha ottenuto diversi successi soprattutto nel contrasto all’ala militare" dell’organizzazione arrestando quasi tutti i boss (almeno in Sicilia)
E la società civile sta quindi cominciando lentamente a produrre gli anticorpi contro la criminalità organizzata,
Che però non è affatto morta, si è soltanto  “sommersa abbandonando le velleità dell’”ala corleonese” nel portare l’attacco alla stato, per ritornare nella dimensione fisiologicamente parassitaria.
Ci sono invece tutte le altre regioni dove da tempo esistono, dove più dove meno, infiltrazioni mafiose di cui è difficile, da parte dei cittadini, avere l’esatta percezione perché si tratta di fenomeni a bassa intensità, definiti dal prof. Nando Dalla Chiesa “omeopatici”, Dove non c’è l’uso della violenza e dell’intimidazione, almeno all’inizio.
Le grandi organizzazioni criminali fanno enormi profitti principalmente con il traffico di stupefacenti, la gestione rifiuti e le scommesse on-line E avendo bisogno di riciclare questo denaro per immetterlo nel circuito ufficiale, cercano di inserirsi in realtà economiche sane e tranquille, come la nostra. non si presentano come rozzi gangsters. sono spesso managers in guanti bianchi, gentili e bene educati, di elevato livello culturale e dotati di molta liquidità, che si offrono di diventare soci in aziende, per poi acquisirle. o di offrire lavori edili a prezzi molto bassi mandando fuori mercato i concorrenti sani.
Il capitano Falcucci ha quindi lanciato un appello a tutti i cittadini a stare molto in guardia dalle zone grigie, dove c’è la disponibilità a piegare l’interesse pubblico a quello privato, dove c’è opacità e non trasparenza, dove c’è consociativismo e ambienti riservati, la criminalità organizzata con i colletti bianchi trova l’humus ideale e può insinuarsi.
L’approccio è sempre dialogante anche se la violenza è sempre dietro l’angolo. le nostre città non sono attrezzate per far fronte a questa offensiva strisciante e ha fatto l’esempio recente di Brescello, in provincia di Reggio Emilia, dove una famiglia mafiosa è diventata in pochi anni la padrona della città partendo addirittura da un atto di beneficenza.
La criminalità fa un profitto esclusivamente parassitario. acquista e investe solo per ripulire il denaro sporco, non ha la necessità di creare profitto e finisce col distruggere il tessuto economico della società che ha infettato.
Egli ha concluso che, per prevenire questi fenomeni prima che sia troppo tardi, occorra grande vigilanza da parte delle forze dell’ordine e della magistratura per quanto riguarda danneggiamenti, attentati, strane acquisizioni, appalti (che sono il core business di tute le mafie). Il tessuto economico va salvaguardato perché il lavoro è sinonimo di libertà.  
Che i cittadini stiano con gli occhi bene aperti, resistano alle lusinghe dell’area grigia e lottino  per la trasparenza e la legalità.
A volte bisogna saper dire di no anche ad un invito a cena!